Il tiro dinamico

Le origini del moderno tiro dinamico vanno fatte risalire alla fine degli anni 50 negli Stati Uniti d’America, dove la cultura delle armi e delle discipline applicate è profondamente radicata, essendo fortemente legata alla storia di quella nazione. A San Diego in California, nasce in quegli anni la South West Pistol League, che raccoglieva i tiratori di tiro “combat” o “pratico”, ovvero una emergente pratica di tiro non accademico, particolarmente indicata per la difesa personale.

In precedenza solo il Federal Bureau of Investigation, per opera dell’allora direttore J.E.Hoover, si era fatto promnotore, fin dal 1930, presso la sua accademia, di tecniche particolari di tiro che permettessero agli agenti di fronteggiare al meglio la criminalità armata, sopratutto negli anni del proibizionismo: le tecniche sviluppate in quel periodo dall’istruttore Hank Sloan, vennero inserite in un corso denominato “Practical Pistol Course F.B.I.”, che comprendeva varie ipotesi di tiro con l’arma corta (tiro alle lunghe distanze, disteso al suolo, dietro riparo, tiro in ginocchio, tiro istintivo a brevi distanze, ecc.).
Richiamandosi alle tecniche di cui sopra, alla fine della seconda guerra mondiale, due ufficiali dell’U.S. Army, rifacendosi anche a personali esperienze di combattimento, organizzarono a Quantico, presso il Marine Corps Equipment Board, un rivoluzionario corso di addestramento a fuoco che aveva come principio basilare l’applicazione delle tecniche di tiro con l’arma corta in ipotetiche situazioni, il più vicine possibili alla realtà. Il corso denominato Advance Military Combat Course of the Marine Corps, era stato messo a punto dal Magg. Jeff D. Cooper e dal Cap. H.G. Taft.
Cooper e Taft fondarono nel 1956 la già citata South West Pistol League dove si raggrupparono schiere di appassionati e dove si perfezionarono sempre più le tecniche che portarono alla nascita di una vera e propria scuola del tiro pratico.
In quei primi anni si svolgono le prime manifestazioni di tiro veloce con estrazione dell’arma dalla fondina (venivano chiamate “leatherslap”), che si tenevano in occasione delle fiere paesane. Non c’erano ancora regole codificate; vince chi al via estrae e spara per primo, colpendo un bersaglio posto su una staccionata o su un tavolo.
Nella storia del tiro d’azione rimarrà per sempre il gesto di quel tiratore che, tracciata una linea per terra con il tacco dello stivaletto da cow-boy, dichiarò che a sinistra si sparava e che a destra ci si riparava. Il tiratore in questione era il mitico Jack Weaver, sceriffo nella Contea di Los Angeles e promotore dell’omonima posizione di tiro.
Nasce subito dopo un’altra mitica società di tiratori: la Bear Valley Gunslingers Club: Le gare si fanno sempre più frequenti ed i tiratori diventano sempre più bravi.
Sono gli anni in cui il mitico Col. Jeef Cooper definisce le prime regole del tiro pratico: siamo però ancora agli albori del nostro sport ed il tiro dinamico moderno avrà ancora tanta strada da percorrere.
A formulare il primo regolamento, costituito da soli 8 articoli, ci penseranno Jim Mc Clary, Bob Arganbright, Lew Sharp e naturalmente il Col. J. Cooper, il 29 maggio 1976 nel Distretto di Colombia (U.S.A.): era nata l’International Practical Shooting Confederation (I.P.S.C.), che a tutt’oggi regola e promuove in tutto il mondo il moderno tiro dinamico sportivo. Il motto dell’I.P.S.C., preso dai suoi principi base, è: “Diligentia, Vis, Celeritas” (precisione, potenza,velocità).
Nel tiro dinamico sportivo i tiratori partecipano alla competizione o match divisi per classi di merito (che vengono acquisite mediante il punteggio ottenuto nelle singole prove di campionato) e sono Grand Master – Master – A – B – C e D, e per categoria dell’arma che viene impiegata: le Divisioni: Open (armi senza limitazioni per quanto riguarda la meccanica e i congegni di mira), Standard (armi con requisiti meccanici propri e rispettanti determinate misure), Modified (armi con determinate misure ma libere nei congegni meccanici e nelle ottiche), Production (armi strettamente di serie e con primo colpo solo in doppia azione o D.A.O. e lunghezza massima di canna pari a 5″- 127 mm.) e Revolver Standard (revolver di serie senza utilizzo di congegni ottici di mira)

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